Non un documento HR pieno di ovvietà. Le regole che ci siamo dati come azienda: cosa pretendiamo da chi lavora qui, cosa possiamo garantire a chi lavora con noi.
In una riga: costruiamo AI che funziona sul serio per aziende che lavorano sul serio. Niente bullshit, niente scorciatoie, nessun dato che parte per sbaglio.
Se non abbiamo competenze, tempo o convinzione per un progetto lo diciamo. Preferiamo perdere un contratto che prenderlo sapendo che andrà male. Nessun "vediamo, poi ci organizziamo".
Tempi, costi, perimetro. Se a metà progetto emerge che qualcosa non era previsto, lo diciamo prima di farlo, non dopo averlo fatturato. Niente variazioni silenziose.
Non promettiamo "AI rivoluzionaria" quando serve uno script bash. Non proponiamo GPU da €40k se bastano due CPU. La tecnologia si sceglie dal problema, non dal margine.
Niente addestramento silenzioso su dati clienti, niente API di terzi che mangiano contenuti riservati, niente trasferimenti extra-UE non dichiarati. Se un modello può restare on-premise, resta on-premise.
Le fasce retributive sono note all'interno. Nessuno scopre per caso che il collega della porta accanto prende il 30% in più per lo stesso ruolo. Aumenti legati al contributo, non all'abilità di contrattare a porte chiuse.
Non facciamo crunch sistematico. Le scadenze si progettano, non si patiscono. Se un progetto va in crisi è un fallimento di chi l'ha stimato, non di chi lo esegue.
Le notifiche fuori orario si possono ignorare senza conseguenze. Le emergenze vere sono rare, e quando capitano c'è la reperibilità strutturata — con compensazione, non come favore.
Il lavoro deve darti qualcosa in più di uno stipendio: competenze, autonomia, una traiettoria. Se dopo due anni non hai imparato niente è colpa dell'azienda. Se vuoi andare altrove perché hai trovato di meglio, ti aiutiamo a passare le consegne bene.
Paghiamo le fatture a 30 giorni data fattura. Sempre. Chi ci fornisce servizi non deve rincorrerci per settimane.
Un freelance o una micro-impresa vale quanto un grande vendor. Stessi tempi di risposta, stessa serietà nei rapporti. Non ci fingiamo impegnati per farci desiderare.
Quando sviluppiamo tool interni generici, li rilasciamo. Quando usiamo librerie open, contribuiamo con patch. Non ci limitiamo a consumare il lavoro degli altri.
I dati dei clienti vivono su macchine patchate, cifrate, con accessi tracciati. Chi ha le credenziali di produzione è un numero piccolo e lo sa. Gli incidenti si comunicano — al cliente, sempre, entro i termini del GDPR — non si nascondono.
I dati di un cliente non finiscono nel training di un modello per un altro cliente. I log di un sistema non diventano "insight generici" in una slide commerciale. Il perimetro di consegna è quello contrattuale, punto.
Non lavoriamo per chi costruisce armi autonome, sistemi di sorveglianza di massa, truffe mascherate da prodotti AI, manipolazione elettorale, o qualsiasi cosa che possa produrre danno sistemico. Ci riserviamo il diritto di dire no anche a contratti redditizi.
Collaboriamo con le autorità quando richiesto dalla legge. Non forniamo dati extra a richieste informali né a fishing expeditions. Ogni richiesta viene verificata.
Se ritieni che questo codice sia stato violato — da un nostro collaboratore, da un cliente che stiamo servendo, da noi stessi — segnalalo. Garantiamo che:
Canale: info@tuxweb.it. Per segnalazioni riservate ex D.Lgs. 24/2023 (whistleblowing): il canale è disponibile su richiesta.
Questo codice non è scolpito. Quando emergono situazioni che non abbiamo previsto, lo aggiorniamo. Le modifiche sostanziali vengono discusse in team e pubblicate qui. La versione corrente è sempre questa pagina.
Questo codice non è una dichiarazione di intenti. È il minimo comune denominatore sotto cui non scendiamo. Se ti sembra ovvio è perché dovrebbe esserlo — e troppo spesso non lo è.